VELOCITÀ - un libro di Filippo Tommaso Marinetti
In un fortunato spettacolo teatrale che portò in tour lungo lo Stivale nel 2019, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte, Vittorio Sgarbi definì Leonardo Da Vinci «un grandissimo mediocre». Articolando quell’espressione il critico d’arte spiegò come il genio più famoso del Rinascimento italiano rappresenti al meglio la figura dell’uomo in grado di occuparsi di mille campi e interessi e ogni loro sfaccettatura pur senza eccellere in nessuna di essa. Pittore, scultore, ingegnere militare ed idraulico Leonardo richiama, ancora oggi, un’intera epoca.
Alla stessa maniera, rilanciato negli ultimi anni da un esecutivo che sembra non conoscere altre realtà artistiche ad esso affini, il Futurismo ed in particolar modo il suo inventore Filippo Tommaso Marinetti hanno preso possesso della contemporaneità. Quando si suol pensare alle Avanguardie artistiche di inizio Novecento non si può far a meno di citare quella che contribuì a realizzare manifesti fin dalla sua nascita spaziando dalla pittura alla cucina trovando nella Settima Arte una naturale propensione al “nuovo”.
Il Futurismo ed in particolar modo il suo inventore Filippo Tommaso Marinetti hanno preso possesso della contemporaneità
È in questo contesto che bisogna leggere, nel vero senso della parola, Velocità la sceneggiatura futurista realizzata da Marinetti tra il 1917 e il 1918. Il merito della riproposizione del testo sotto forma libraria va equamente diviso tra Inquadrature perfette, la casa editrice di Attilio Sodi Russotto che vuole essere un omaggio al dinamismo e alla poesia in movimento rappresentata dal mondo del Cinema, e Guido Santulli, studioso ed esperto di quella “italianissima Avanguardia” del Secolo breve, che, in questa occasione, ne firma la prefazione.
«Il testo si presenta come una vera e propria sintesi di tutta la storia del movimento» afferma Santulli che individua due punti cardine nello scritto: la verticalità del messaggio futurista teso a “creare” e «il tono ispirato e profetico, in grado di predire l’avvento di una società interconnessa e tecnologica».
Il testo si presenta
come una vera e propria sintesi
di tutta la storia del movimento Futurista
La sceneggiatura, che si articola in undici quadri, non manca di sorprendere come quando nel decimo e penultimo quadro ci si imbatte in una Genova che sembra essere quella odierna alle prese con le ferrovie sotterranee, il crollo di un ponte e l’immediata ripresa della circolazione sotto gli ordini di un ingegnere futurista che ci evocano i lavori per l’estensione del corridoio dell’alta velocità che abbatterà i tempi necessari al collegamento ferroviario della Lanterna con il cuore produttivo di Milano e la tragedia del ponte Morandi.
Completano il volume due appendici: il Manifesto della cinematografia futurista redatto nel settembre 1916 a Milano e la Morale fascista del cinematografo, dello stesso Marinetti, pubblicata sul numero 65 della rivista Sant’Elia nell’aprile del 1934.
– Luca Lezzi
𝐒𝐜𝐡𝐞𝐝𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨
𝐓𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨: Velocità. Sceneggiatura futurista
𝐀𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞: Filippo Tommaso Marinetti
Prefazione: Guido Santulli
𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞: Inquadrature Perfette
Collana: Italica
𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨: € 12,00
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